Isole ecologiche interrate: quale sistema scegliere in base a strada, mezzi e utenze

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Isole ecologiche interrate: quale sistema scegliere in base a strada, mezzi e utenze

Campane, pedane idrauliche o stazionari interrati: come scegliere l'isola ecologica interrata in funzione di viabilità, mezzi di raccolta e utenze da servire.

Bunder Waste: sistemi interrati e isole ecologiche

La scelta di un'isola ecologica interrata non dovrebbe partire dal contenitore più grande o dalla soluzione con il minor ingombro visibile. Il punto di partenza corretto è il servizio di raccolta che deve operare sulla postazione.

Strada, larghezza degli spazi di manovra, mezzo disponibile, modalità di svuotamento, numero di utenze e quantità di rifiuti determinano infatti quale sistema sia tecnicamente compatibile con il progetto.

Per una stessa città possono essere appropriate configurazioni diverse: una pedana per cassonetti carreggiabili in una strada stretta del centro storico, una pedana per cassonetti stazionari lungo una viabilità più agevole, oppure contenitori interrati a campana in una zona urbana periferica.

La gamma di soluzioni disponibili sul mercato comprende anche sistemi seminterrati, che possono diventare interessanti quando le condizioni del sito rendono meno conveniente un interramento completo. Sul vertical contenitori-interrati.it sono presenti entrambe le tipologie, oltre a configurazioni specifiche per differenti modalità di raccolta.

La scelta parte dal mezzo di raccolta, non dal contenitore

Il primo dato da conoscere è spesso quello che viene verificato troppo tardi: come verrà svuotata l'isola ecologica?

Un contenitore interrato deve essere compatibile con il sistema di presa, con il mezzo e con le modalità operative del gestore. Modificare la postazione senza considerare la flotta esistente può portare a una soluzione tecnicamente valida in assoluto, ma poco coerente con il servizio reale.

Anche le linee guida ISPRA sulla progettazione dei servizi di igiene urbana trattano separatamente standard degli automezzi, contenitori e modalità organizzative della raccolta. Il rapporto tra attrezzatura e organizzazione del servizio è quindi un elemento progettuale, non un dettaglio successivo.

Per le principali configurazioni interrate proposte da Bunder il collegamento è piuttosto diretto:

Configurazione Sistema di raccolta indicato Contesto tipico
Contenitore interrato a campana Mezzi dotati di sistemi di presa e sollevamento Aree urbane e semi-periferiche
Pedana per cassonetti carreggiabili Compattatori a caricamento posteriore Strade strette, centri storici
Pedana per cassonetti stazionari Compattatori a caricamento laterale Strade di facile scorrimento
Contenitore seminterrato Dipende dalla specifica configurazione e dal sistema di presa Periferie, aree extraurbane, porti, marine e altri contesti

Le indicazioni relative ai contesti di utilizzo sono quelle riportate dal vertical e devono essere lette come criteri di orientamento, non come sostituto della verifica progettuale sul singolo sito.


Quali sono le principali tipologie di isole ecologiche interrate?

Contenitori interrati a campana

I contenitori interrati a campana concentrano il volume di raccolta sotto il piano stradale e vengono svuotati dall'alto.

Sul vertical sono disponibili configurazioni con capacità da 3, 4 e 5 m³. I contenitori sono realizzati in acciaio e inseriti in un cassero monolitico prefabbricato in cemento armato; il conferimento avviene attraverso torrini esterni configurabili per le diverse frazioni. Lo svuotamento avviene per gravità tramite sistemi di presa quali Kinshofer, doppio gancio o gancio unico, in funzione della configurazione.

Questa soluzione può essere particolarmente interessante quando:

  • serve una capacità elevata per punto di raccolta;
  • il gestore dispone di mezzi compatibili con il sistema di presa;
  • lo spazio in superficie deve essere ridotto;
  • la postazione si trova in un'area urbana o semi-periferica;
  • si vuole concentrare più frazioni differenziate nella stessa area.

Il punto da verificare è soprattutto la compatibilità tra contenitore, sistema di presa e mezzo disponibile.

Pedane interrate per cassonetti carreggiabili

Le pedane interrate consentono di collocare sotto il piano stradale cassonetti dotati di ruote e portarli in superficie durante le operazioni di svuotamento.

Il sistema Bunder è configurato per moduli da 2, 3 o 4 contenitori e può ospitare cassonetti da 1.000 o 1.700 litri. Il sollevamento avviene attraverso una pedana elettroidraulica a pantografo; il sistema può essere alimentato da una pompa integrata oppure dal mezzo di raccolta, quando quest'ultimo dispone del connettore previsto.

È una configurazione particolarmente interessante per strade strette e centri storici, dove la larghezza della viabilità o le caratteristiche del tessuto urbano possono rendere meno conveniente l'utilizzo di grandi contenitori stazionari e mezzi laterali.

Il vantaggio operativo è che il gestore può continuare a utilizzare cassonetti compatibili con il caricamento posteriore, portandoli fuori terra soltanto durante lo svuotamento.

Pedane interrate per cassonetti stazionari

La logica è simile, ma cambiano contenitori e modalità operative.

Le pedane per cassonetti stazionari sono progettate per contenitori da 2.400 o 3.200 litri e vengono abbinate a compattatori a caricamento laterale. Il sistema porta il cassonetto a quota strada durante lo svuotamento e può essere azionato dall'operatore tramite comando dedicato.

Questa configurazione è quindi più coerente con viabilità nella quale il mezzo laterale può accostare e operare in condizioni adeguate. Il vertical la indica infatti per strade di facile scorrimento.

Per il progettista la differenza rispetto alla pedana per cassonetti carreggiabili è sostanziale: cambiano volumetria, tipologia di contenitore, attrezzatura di raccolta e modalità operative.


Come influisce la strada sulla scelta?

La strada non va considerata soltanto come lo spazio fisico nel quale collocare l'isola.

Bisogna verificare anche come il mezzo raggiunge la postazione e come deve posizionarsi durante lo svuotamento.

Strade strette e centri storici

In un centro storico possono essere presenti:

  • carreggiate ridotte;
  • curve strette;
  • edifici ravvicinati;
  • marciapiedi limitati;
  • spazi di manovra ridotti;
  • pavimentazioni da conservare;
  • vincoli estetici;
  • forte presenza pedonale.

In questo contesto una soluzione basata su cassonetti caricati posteriormente può essere interessante perché consente di mantenere una modalità di raccolta compatibile con mezzi già destinati a questo tipo di viabilità.

Le pedane per cassonetti caricabili sono infatti indicate dal vertical proprio per strade strette e centri storici.

Strade ampie e di facile scorrimento

Quando il mezzo può accostare lateralmente e operare senza particolari limitazioni, un'isola con cassonetti stazionari e caricamento laterale può diventare una configurazione coerente.

In questo caso il vantaggio non è soltanto estetico. Si può mantenere la logica operativa del compattatore laterale utilizzato dal gestore, mentre i contenitori vengono mantenuti a scomparsa quando non sono in fase di svuotamento.

Aree urbane e semi-periferiche

Qui possono diventare interessanti anche le campane interrate di maggiore capacità.

Il vertical le indica in particolare per le aree urbane della semi-periferia, dove la presenza di maggiore spazio operativo può rendere più semplice l'accesso dei mezzi dedicati allo svuotamento.


Il numero di utenze determina la capacità necessaria

Una postazione non dovrebbe essere dimensionata guardando soltanto il numero di contenitori.

Bisogna capire quanto rifiuto deve effettivamente gestire e con quale frequenza.

Il dimensionamento dovrebbe considerare, quando disponibili:

  • numero di utenze servite;
  • produzione attesa per le diverse frazioni;
  • frequenza di svuotamento;
  • presenza di attività commerciali;
  • popolazione fluttuante;
  • stagionalità;
  • distribuzione dei conferimenti;
  • eventuali picchi;
  • obiettivi del gestore in termini di frequenza del servizio.

Un punto di raccolta in un quartiere residenziale stabile può avere esigenze molto diverse rispetto a una postazione vicina a ristoranti, attività commerciali o strutture ricettive.

Lo stesso vale per un Comune turistico. La capacità necessaria durante un periodo di alta affluenza può essere molto diversa da quella richiesta nei mesi di minore presenza.

Per questo la domanda corretta non è:

"Qual è il contenitore più grande che posso installare?"

ma:

"Quale capacità consente di mantenere il servizio previsto senza creare una postazione sovradimensionata o soggetta a riempimenti frequenti?"


Anche il tipo di utenza modifica la configurazione

Le utenze non sono tutte equivalenti.

Una postazione destinata prevalentemente ad abitazioni può avere un profilo di conferimento differente da una che serve contemporaneamente:

  • abitazioni;
  • negozi;
  • ristoranti;
  • uffici;
  • strutture ricettive;
  • attività stagionali.

Questo incide sulla quantità e sulla distribuzione temporale dei conferimenti.

Inoltre, quando l'isola viene dotata di controllo degli accessi, la progettazione deve tenere conto anche del modo in cui gli utenti vengono identificati e autorizzati.

Le configurazioni Bunder possono essere completate con sistemi hardware e software per il controllo degli accessi e del livello di riempimento.

Queste funzionalità possono assumere un ruolo particolare quando il progetto prevede una gestione più controllata dei conferimenti o l'integrazione con sistemi informatici del servizio.


Quando ha senso scegliere un sistema seminterrato?

L'interramento completo non è l'unica possibilità.

Un contenitore seminterrato può essere interessante quando il progetto richiede una soluzione a maggiore facilità di posa o quando le caratteristiche del territorio rendono utile mantenere una parte del sistema fuori dal terreno.

Sul vertical sono presenti sistemi seminterrati con casseri esterni in polietilene oppure in cemento e contenitori interni realizzati in differenti materiali. Le configurazioni comprendono volumetrie da 3 e 5 m³, oltre a soluzioni dedicate ad altre frazioni. Sono indicate, tra gli altri contesti, per periferie, aree extraurbane, zone rurali e montane, porti e marine.

Anche in questo caso la compatibilità con il servizio di raccolta resta centrale.

Un sistema seminterrato non dovrebbe quindi essere scelto semplicemente perché richiede meno opere apparenti. Va confrontato considerando:

  • spazio disponibile;
  • modalità di svuotamento;
  • profondità utile;
  • accessibilità;
  • capacità;
  • opere civili;
  • impatto visivo;
  • gestione futura.

Una matrice pratica per orientarsi

In fase preliminare, una matrice come questa può aiutare a restringere le alternative:

Condizione progettuale Configurazione da valutare
Centro storico con strade strette Pedana per cassonetti carreggiabili
Viabilità ampia e mezzo a caricamento laterale Pedana per cassonetti stazionari
Area urbana o semi-periferica con necessità di elevata capacità Contenitore interrato a campana
Contesto extraurbano o dove l'interramento completo è meno conveniente Sistema seminterrato
Necessità di controllare gli accessi Sistema interrato/seminterrato predisposto per controllo accessi
Necessità di monitorare il livello di riempimento Configurazione con sensoristica compatibile
Progetto con più frazioni differenziate Postazione dimensionata per numero e flussi delle diverse frazioni

La tabella serve a impostare il ragionamento. La configurazione finale richiede sempre una verifica del sito e dell'attrezzatura disponibile.


Il sistema esistente della flotta può essere il vincolo principale

Per un gestore ambientale, sostituire o modificare una postazione non significa necessariamente acquistare anche un mezzo nuovo.

In molti progetti l'obiettivo è proprio utilizzare una nuova infrastruttura mantenendo la logica operativa della flotta esistente.

È quindi utile partire da un censimento delle attrezzature:

quali mezzi abbiamo oggi, quali sistemi di presa utilizzano e quali contenitori sono già presenti sul territorio?

Solo dopo questa verifica ha senso confrontare le configurazioni interrate.

Per esempio, una soluzione che richiede un sistema di presa diverso può comportare conseguenze sulla flotta, sulla formazione degli operatori e sulla gestione dei ricambi. Al contrario, una pedana progettata per lavorare con i cassonetti e i compattatori già utilizzati può inserirsi più facilmente nel servizio esistente.

La progettazione dell'isola diventa quindi parte della progettazione del servizio.


Lo spazio sotto il piano stradale conta quanto quello in superficie

Un'isola interrata deve essere compatibile con ciò che si trova sotto la strada.

Prima della scelta definitiva devono essere considerate, in funzione del progetto:

  • profondità disponibile;
  • sottoservizi;
  • reti tecnologiche;
  • caratteristiche del terreno;
  • gestione delle acque;
  • accessibilità per posa e manutenzione;
  • struttura necessaria;
  • ripristino della pavimentazione.

Questo aspetto assume particolare rilevanza nei centri storici e nelle aree già densamente infrastrutturate.

La documentazione di una recente procedura AMIU Puglia relativa alla fornitura e posa di isole ecologiche interrate a Bari includeva infatti documentazione specifica per contenitori, elenco prezzi e computo metrico, comprendendo anche lavorazioni legate alle opere necessarie all'installazione.

L'isola ecologica, quindi, va trattata come un intervento composto da attrezzatura e opere di inserimento nel territorio, non come un semplice contenitore da appoggiare sul posto.


Decoro urbano e funzionalità devono essere valutati insieme

L'aspetto estetico è spesso uno dei motivi per cui un Comune valuta una soluzione interrata, soprattutto in piazze, centri storici e aree turistiche.

Ma il decoro urbano da solo non basta a determinare la configurazione.

Un sistema ben progettato deve consentire contemporaneamente:

  • conferimento semplice per l'utente;
  • accesso sicuro;
  • svuotamento compatibile con la flotta;
  • manutenzione accessibile;
  • capacità coerente con le utenze;
  • corretta integrazione con la pavimentazione;
  • adeguati spazi di manovra.

Il progetto dovrebbe quindi mettere sullo stesso piano utente, operatore, mezzo e spazio urbano.


Quale sistema scegliere? Una sequenza di verifica

Per un Comune o un gestore che deve iniziare un nuovo progetto, un percorso preliminare efficace può essere questo:

1. Definire il servizio

Quali frazioni devono essere raccolte? Quante utenze devono essere servite? Qual è la frequenza prevista?

2. Analizzare la flotta

Quali compattatori sono disponibili? Sono a caricamento posteriore o laterale? Quali sistemi di presa utilizzano?

3. Analizzare la strada

Il mezzo può accostare? Ha spazio sufficiente per le operazioni? Ci sono limitazioni di larghezza o di manovra?

4. Verificare il sito

Qual è lo spazio disponibile in superficie? Qual è quello disponibile sotto il piano stradale? Sono presenti sottoservizi?

5. Definire la capacità

La volumetria deve essere rapportata alle quantità di rifiuti e alla frequenza di svuotamento previste.

6. Stabilire il livello tecnologico

Serve un semplice sistema di raccolta oppure sono necessari controllo accessi, identificazione degli utenti o monitoraggio del riempimento?

7. Confrontare interrato e seminterrato

Solo dopo aver definito i requisiti del servizio è utile valutare quale configurazione infrastrutturale sia più coerente.


Cosa chiedere a un fornitore prima di una proposta tecnica

Una richiesta generica come "preventivo per tre isole interrate da 5 metri cubi" può essere insufficiente.

Per ottenere una proposta confrontabile è preferibile fornire almeno:

  • localizzazione della postazione;
  • fotografia o planimetria dell'area;
  • dimensioni disponibili;
  • eventuale documentazione sui sottoservizi;
  • numero di utenze;
  • frazioni da raccogliere;
  • volumetria stimata;
  • frequenza attuale o prevista di svuotamento;
  • tipologia dei mezzi disponibili;
  • sistema di presa;
  • caratteristiche della pavimentazione;
  • eventuali vincoli architettonici;
  • necessità di controllo accessi;
  • eventuale monitoraggio del riempimento;
  • opere che si desidera comprendere nella fornitura.

Questi dati permettono di discutere la configurazione prima ancora del prezzo.


La domanda corretta non è quale sistema sia migliore in assoluto

Campana interrata, pedana per cassonetti carreggiabili, pedana per stazionari e sistema seminterrato rispondono a esigenze differenti.

La campana può essere coerente con una postazione ad alta capacità in area urbana o semi-periferica. La pedana per cassonetti carreggiabili può risultare più adatta quando la viabilità è stretta e il servizio utilizza il caricamento posteriore. La pedana per stazionari si integra invece con una logica di raccolta laterale e con strade nelle quali il mezzo può operare agevolmente. I sistemi seminterrati possono essere valutati in contesti nei quali l'interramento completo non rappresenta necessariamente la soluzione più appropriata.

La scelta corretta è quindi quella che mantiene coerenti territorio, utenze, contenitori, opere civili e flotta di raccolta.

Per approfondire le configurazioni disponibili, è possibile consultare la sezione dedicata alle isole ecologiche interrate oppure le pagine dedicate alle pedane per cassonetti carreggiabili, alle pedane per cassonetti stazionari e ai contenitori seminterrati.

Bunder Waste

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Domande frequenti

Risposte per il tuo progetto

Quando la viabilità è stretta e il servizio utilizza compattatori a caricamento posteriore, può essere opportuno valutare una pedana interrata per cassonetti carreggiabili. La soluzione definitiva deve essere verificata considerando spazio disponibile, mezzo, sistema di presa e modalità di svuotamento.

È una configurazione da valutare quando il gestore utilizza compattatori a caricamento laterale e la strada consente al mezzo di posizionarsi e operare adeguatamente. Bunder indica queste pedane per cassonetti da 2.400 e 3.200 litri e per strade di facile scorrimento.

Sono particolarmente adatti a progetti che richiedono una capacità elevata per singolo punto e dispongono di mezzi compatibili con il sistema di presa. Sul vertical sono disponibili configurazioni da 3, 4 e 5 m³.

Può essere possibile, ma la compatibilità deve essere verificata. Il sistema di presa, il tipo di caricamento e la configurazione del mezzo devono corrispondere all'attrezzatura installata.

La capacità dovrebbe essere definita a partire dalle utenze servite, dai flussi previsti per ciascuna frazione, dalla stagionalità e dalla frequenza di svuotamento. Il volume nominale del contenitore, preso isolatamente, non è sufficiente per dimensionare la postazione.

Sì. Le configurazioni interrate e seminterrate presenti sul vertical possono essere integrate, secondo il modello, con sistemi hardware e software per il controllo degli accessi e del livello di riempimento.

No. Il vertical indica configurazioni differenti per aree urbane, semi-periferiche, centri storici, strade di facile scorrimento e altri contesti territoriali. Il criterio di scelta è la compatibilità tra caratteristiche del sito e organizzazione del servizio.

Nel sistema interrato il volume di raccolta viene collocato prevalentemente sotto il piano stradale. Nei sistemi seminterrati una parte della struttura rimane invece fuori terra. La scelta dipende da condizioni del sito, opere necessarie, capacità richiesta, modalità di svuotamento e obiettivi progettuali.

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